DE | IT | LAD
Detail avatar
senza amiche, io?! / i fiori sono le mie amiche/ senza amici?/ senza amici./ pochi fratelli?/ io?/ le rondini sono i miei fratelli/ [...] 230407 Tunis
Claudia Raudha Tröbinger

Geboren in Südtirol zu Beginn der Siebziger. Habe mich nach der Matura in gänzlich italienischen Städten aufgehalten und schreibe seither in Italienisch, aber nicht ausschließlich und auch nicht unbedingt für immer. Diplomiert an der Kunstakademie, sehe ich mich als zeitgenössische Künstlerin, die sparsam mit Bildern umgeht; ihr Lielblingsmaterial: die Wörter; Vetreterin der Arte Poverissima. Hatte das Glück, ein paar Jahre in arabischen Ländern zu leben, später einige in einem der wenigen, das noch nicht von fb erreicht wird. Zurzeit (2019) wohne ich in einer Art Nonnenzelle, mit Blick auf die Texelgruppe und Schloss Tirol, nicht ohne PC, zwei Handies und Fön.

Habe einen Hang zu mehrsprachigen Büchern (it./dt. oder it./arab.).

 

 

Bibliografia

 

Wer ohne Auto ist, könnte er heute sagen, der werfe den ersten Stein / Kulturelemente/ März 2019

Come il pane كالخبز / Editore PulcinoElefante / 2014


+ Leseprobe

senza amiche, io?!
i fiori sono le mie amiche
senza amici?
senza amici.
pochi fratelli?
io?
le rondini sono i miei fratelli

quando sono triste
chi mi consola
lo fa senza abbracciarmi
senza una carezza
senza toccarmi con un dito né guardarmi

quando mi sento sola
mi dico
che o sono solo
o non sono sola

230407 Tunis


                                          °°°°°°°°°°°

 

(per Ina)
wer ist glücklicher
ich
oder meine Wäsche
die im milden Frühlingsabendwind weht
im Abendfrühlingswind
im Wind
weht
?
oder ich?


Nur für eine Nacht
oder zehn möchte ich mein Wäsche sein
und wehen
und die Sterne sehen
und wehen und
und die Sterne sehen
und wehen und die Sterne sehen
und schlafen.

300407 Tunis

                                          °°°°°°°°°°°°°°°

mein gesicht ist ein buch, in dem kaum jemand liest

praktisch unsichtbar bin ich und werde
von den unsichtbaren gesehen
von guten, starken, ruhigen und leisen männern, die einen langen weg hinter sich haben
sie bemerken mich und lesen in mir und fühlen mich und mit mir
ohne mir ins gesicht zu sehen
und mir geht es mit ihnen genauso

kein blick ist so leicht wie der ihrige

حمًدا
 حمًدا
 حمًدا

 

mein gesicht ist ein großmaschiges netz
die seltenen fische, die sich darin verfangen, gehören zu den größeren
sie bleiben bei mir gerade so lange, wie ich brauche, sie zu befreien

Nota bene: Das wiederholte arabische Wort bedeutet danke, es wird „hamdan“ gelesen

 

                                          °°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

لا أعرف هل تجد الجنة
لكنني أعرف أين هي

الجنة حيث عاهد وإسماعيل وزكريا ومحمد يلعبون إلى الأبد على الشاطئ.

210714

 

Non so se esiste il paradiso
ma so dov’è:
Il paradiso è dove Ahed e Ismail e Zakaria e Mohammed giocano sulla spiaggia per sempre.

Hier beziehe ich mich auf vier Kinder der Familie Bakr, zwischen zehn und elf Jahren alt, die am 14. Juli 2014 von einer israelischen Raketenbombe getötet wurden, während sie am Strand von Gaza spielten.

                                          °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Da:

?Perché studio l’arabo? لماذا أدرس العربية؟

Ottantotto risposte ثمانية وثمانون جوابًا


Fra tutte le rivoluzioni della storia quella di Nicolò Copernico è la mia preferita:

Alla fine del medioevo europeo quest’astronomo polacco scrisse un libro che spiegò alla gente che il nostro pianeta non si trova al centro dell’universo - e quindi neanche l’uomo. Questo rese superato l’assioma della chiesa cattolica che aveva preso la presunta centralità umana nel creato cometestimonianza del suo esserne l’apice. Non è attorno a lui che tutto gira, ma é lui che gira – insieme con una parte del tutto - attorno al sole.
Ora ci vorrebbe qualcuno che spiegasse che neanche il cosiddetto Occidente si trovi al centrodell’universo, che non tutto gira attorno a lui.

Ci sono ragazzi che amano i libri e li raccolgono finché quelli che hanno possono essere giàconsiderati una piccola biblioteca ed essere ordinati in qualche maniera. Ma in quale maniera? C’è chi li mette in ordine alfabetico per autori o chi in ordine cronologico per l’anno d’uscita. C’è chi liordina per argomenti o raggruppa quelli scritti da autori del medesimo segno zodiacale (o forse nonc’è, ma ci potrebbe essere). C’è chi usa una volta un sistema e una volta un altro.

Ci sono ragazzi che li ordinano per paesi, poi guardano il proprio atlante e poi riguardano la biblioteca e si rendono conto che di tantissimi paesi, continenti interi, non possiedono esemplare alcuno, mentre la grande maggioranza di quelli che hanno provengono da una parte del mondo soltanto –questa parte potrebbe includere il paese dove si è nati, ma non necessariamente è così. E ci sono ragazzi per i quali a questo punto è lampante che indipendentemente dalla quantità dei libri della quale dispongono, finché provengono da una parte del mondo soltanto non possono veramente familiarizzare con il resto.

Prendiamo una sfera, piccola coma una palla da tennis, un canederlo*, un’arancia ecc., ma trasparente, diciamo di plexiglas. Uno strato di carta rotondo al suo interno la separa in due parti uguali.

Ora sulla sfera di plexiglas disegniamo delle stelle – ecco fatto: dimensione a parte è così che gli europei fino alla fine del medioevo, cioè fino a Colombo e Copernico, si immaginavano la forma del nostro pianeta (lo strato di carta!) e la disposizione dei corpi celesti che lo circondavano.

Esiste un’incisione, anzi credo si tratti di una litografia, che raffigura Copernico inginocchiato su questo “strato di carta” che con la testa però buca la sfera trasparente con il suo strato di stelle. Libero ecurioso guarda fuori e vede espandersi davanti ai suoi occhi uno spazio infinito e infinite altre stelle.

Chi cresce oggigiorno in Europa cresce in una cultura eurocentrica, o meglio nordamerican- eurocentrica: è di queste parti del mondo che in gran parte ci limitiamo a studiare la storia; è per la stragrande maggioranza dei casi di queste parti del mondo che studiamo le lingue, è di queste parti del mondo che leggiamo i libri e vediamo i film. Gli attori, le attrici, le modelle dei quali seguiamo le vicende anche private provengono sempre da queste parti del mondo. La maggior parte di ciò che esce dalle nostre radio e ci sommerge dalle nostre televisioni, è di queste parti del mondo – anche se siamo inpossesso di una parabolica! Persino all’interno della gigantesca, labirintica rete la maggior parte degliusufruitori si trova a navigare sempre negli stessi mari – sempre entro i confini delle nostre conoscenze linguistiche. È di queste parti del mondo che ci arrivano indicazioni (abbastanza precise) su comevestirci. È’ la musica di queste parti del mondo che – per pura abitudine – suona famigliare alle nostre orecchie. È nella musica di queste parti del mondo che esprimiamo i nostri sentimenti o lasciamo che qualcun altro per delega lo faccia per noi. È nella musica e quindi nei ritmi e nelle melodie di queste parti del mondo che i nostri sentimenti viaggiano come barche in canali prestabiliti. Se sappiamo qualche poesia a memoria, è assai probabile che provenga da queste parti del mondo. Sono le immagini, statiche o in movimento che siano, che provengono da queste parti del mondo o da fotografie altri manipolatori dell’immagine di questa parte del mondo che condizionano il nostro senso del bello. Sono i film di questa parte del mondo che ci raccontano le storie, ci dicono chi è il buono e chi ilcattivo, come dovrebbe svolgersi l’innamoramento, che sapore e tempi dovrebbe avere, che ci intrattengono e ci conciliano il sonno.

In conseguenza è ciò che proviene da queste parti del mondo che percepiamo come “normale”, “appartenente alla nostra cultura”, “vicino”, facilmente “amico” e ciò che ne sta al di fuori ci risulta “non normale”, “strano”, “straniero”, facilmente “nemico”, “esotico”, “etnico” ecc.

Bene. Fin qui tutto bene.

Secondo me ci vorrebbe qualcuno che ricordasse alla gente la splendida frase del mistico e matematico cristiano tedesco Nicola Cusano (Nikolaus von Kues, Nikolaus Cusanus) che dice che in uno spazio infinito il centro è dappertutto e da nessuna parte.

Ora, se uno di quei ragazzi che dicevo prima, che ordina i suoi libri per paesi e non si accontenta delle evidenti lacune, si mette a studiare una lingua extraeuropea – e con questo, se sta un po’ attento, unmodo di pensare che lo sia altrettanto – allora forse in lui si tratta di una persona che, come Copernico, con il proprio modo di vedere sa sfondare i gusci di plexiglas. Forse è una di quelle persone alle quali è dato guardare dove gli altri non guardano e vedere dove e come e cosa gli altri non vedono.

Forse è uno che accetta la fatica di non dare niente per normale. Perché il normale non è altro che ciò cui si è abituati. E il fatto che qualcosa sia percepita come normale ovviamente non significa che sia anche giusta – per quanto spesso i due termini si confondano.

Io sono sicuramente una di quelli che ordinavano i libri per paesi e notavano che c’è qualcosa che nonandava.

*specialità culinaria austro-ungarica

من بيِن ك ّل الثّورات في التّاريخ، أُف ّضل ثورة كوبرنيكوس:

 

في نهاية العصور الُو ْسطى في أوروبا، ألّف هذا الفلكي البولندي كتاباً يشرح فيه للنّاس أ ّن كوكبنا لا يوجد في مركز الكون، ولا
الإنسان بالتبعية. وهذا ما تجاوز مسلّمات الكنيسة الكاثوليكية التي اعتمدت على مركزيّة الإنسان الباطلة في الوجود كبُ ْرهان على
َعلَُّوَمقامه. لا يدور ك ّل شيء حوله، إنّما هو وقسم كبير من الك ّل يدور حول ال ّشمس.

واليوم نحن بحاجة لأحد ما كي يشر َح أ ّن الغرب أي ًضا ليس مركز الكون ولا يدور ك ُل شي ٍء حوله.

ثََمةَبعض ال ِف ِتية يحبّون الكتب ويجمعونها تجميعًا كي تصبح مكتبة صغيرة ومرتَّبة بطريقة ما. ولكن بأيّة طريقة؟ هنالك من يرتّبها
ِوْف َق تسلسل أبجدّي َحَسَب المؤلّفين أو وفق تسلسل زمنّي لسنة الإصدار. وهنالك من يرتّبها حسب المواضيع أو يجّمع مؤلّفين
مواليد البرج نفسه ( قد يكون لهذه الّطريقة وجود وقد لا يكون). وهنالك من يستخدم طريقة مّرة وطريقة أخرى في مّرة ثانية
والخ.

وهنالك ِفتية يرتّبونها حسب البلدان، فينظرون في الأطلس ثّم ينظرون إلى مكتبتهم، فيلاحظون أنّه ليس لديهم كتب تمثل الكثير من

البلدان بل وقارات بأكملها ، وأ ّن أكثر كتبهم صادرة من مكان واحد فقط في العالم – وقد يكون هذا المكان هو بل َدهم الذي ولدوا فيه، ولكن الأمور لا تسير دوما على هذا النحًو. وهنالك فتية يدركون أنّهم، رغم كثرة كتبهم الآتية من مكان واحد فقط، فهم لا يعرفون التّعامل مع باقي الأماكن.

فِلنأ ِتبُكرةصغيرةبحجمكرةالِم ْضَربأوكناْدل*أوبرتقالةالخ.ولتكنشفافةً،مثلبليكسيجلاسومجَّوفة،ثمنضعورقةًفي منت َّصف الكرة أفقيًا فتَْق ِسمها إلى جزءين متساويَين.

ثّم نرسم نجوماً على أحد جوانبها.هكذا كان الأوروبيّون حتّى نهاية العصور الُو ْسطى، أي حتّى مجيء كولومبوس وكوبرنيكوس، يتصّورون شكل كوكبنا (الَّطبَقة الورقيّة!) وتمْو ُضع الأجرام الّسماوية التي تحيط به.

هناك صورة قديمة يَظ َهر فيها كوبرنيكوس جاثًما علىُركبَتَيه فوق هذه "الّطبقة الورقية"، وهو يثقُب ستار النجوم برأسه، وينظر

حوله بحرية وفضول فيرى الفَضاء الكبير يتم َّدد أمام عينيه وع َدداً لا َح ْصَر له من النّجوم.تنشأ الأجيال اليوم في أوروبا على ثقافة أوروبيّة المركز، أو بالأَحرى شمال أمريكيّة أوروبيّة المركز: وفي هذين الجزءين من العالم نقتصر على دراسة التّاريخ بشكل عام، وندرس اللّغات من هذين الجزءين من العالم في حال توافر الّظروف، ونقرأ الكتب ونشاهد الأفلام التي يُْن ِت ُجها هذان الجزءان من العالم. والممثلون والممثّلات وعارضات الأزياء الذين نتابع يومياتهم الخا ّصة يأتون دوماً من هذين الجزءين من العالم. وأكثر ما يصلنا من الراديو وما يغِرقنا من التّلفزيون هو من هذين الجزءين من العالم – حتّى لو كان لدينا أقماٌر صناعية! وحتّى داخل ال ّشبَكة ال ّضخمة المتداخلة، يسبح القسم الأعظم من المستخدمين في البحار نفسها – دائماً داخل حدود معارفنا اللّغوية. ومن هذين
الجزءين من العالم تأتينا التّوجيهات (ال ّدقيقة بما يكفي) لأسلوب إرتداء الأزياء. ونشعر أ ّن الموسيقى من هذين الجزءين من العالم قريبة منّا لأنّنا اعتدنا عليها. وفي الموسيقى من هذين الجزءين من العالم نختبر مشاعرنا أو نترك إنساناً آخَر يقوم به ِنيابةًعنّا. وعلى أنغام الموسيقى، لهذين الجزءين من العالم، تُب ِحر مشاعرنا كقوارَب في قنواتُمسبَق ِة ال ُّصنِع في هذين الجزءين من العالم.

لو حفظنا قصيدة عن ظهر قلب فلأنّها غالباً ما تأتي من هذين الجزءين من العالم. ال ّصور، الثّابتة أو المتحَّركة، تأتي من هذين
الجزءين من العالم. من يح َّدد مفهومنا عن الجمال هم مصّورون أو محتالو الصور من هذين الجزءين من العالم. والأفلام من هذينَِ
الجزءين من العالم التي تروي إلينا القص َص، وتخبرنا من هو الطيّب ومن هو الشرير، وكيف ينبغي أن تبدأ ق ّصة حّب، وما هو طعمها وكم تدومَمراحلها. فتُلِهينا وتجعلنا فيَغفلة عن أمرنا وتلازمنا حتّى النوم.
فما يأتي من هذين الجزءين من العالم هو ما نشعر أنه "طبيعي" و"ينتمي إلى ثقافتنا" و"قريب" و"أقرب للصديق". وما لا يأتي منه هو "غير طبيعي" و"غريب" و"أجنبي" و"أقرب للعدو" و"بعيد" و"إثني" .. الخ

حسنًا، لا مشكلة حتّى الآن.

إنّني أرى أنّنا بحاجة لمن يُذ ّكر النّاس بالجملة الّرائعة للمتصّوف وعالم الّرياضيات الألمانّي نيكولاوس كوسانوس الذي قال إ ّن ا ل م ر ك ز ف ي ف ض ا ء لا ن ه ا ئّي ي ك و ن ف ي ك ّل م ك ا ن و لا ي ك و ن ف ي أّي م ك ا ن .

إذًا لو أن واحدا من أولئك ال ِف ِتية، الذين تح ّدثت عنهم من قبل، والذي يرتّب الكتب بحسب البلدان ولا يرتضي بالفَراغات الواضحة، تفّرغ ل ّدراسة لغة غيِر أوروبيّة، فقد يتعلّم من ِخلالها أي ًضاَمْن َهجاً غيَر أوروبّي للتّفكير. وقد يكون مثل كوبرنيكوس قادًرا على أن يكسَر بطريقة نظرته غلافًا من بليكسيجلاس . قد يكون من أولئك الأشخاص الذين لهم الموهبة أن يصوبوا أبصارهم إلى حيث لا ينظر الآخرون، وأن يروا أين وما لا يراه الآخرون.

قد يكون مّمن يحمل على عا ِتقه أّلا يح ِسب أّي شيء عاديًّا. لأ ّن العادّي ليس سوى ما اعتدنا عليه. وما اعتدنا أنّه عادّي ليس بالضرورة أن يكون جيًّدا – فقد يحدث غالباً أن يتداخل المصطلًحان.

إنّني كنت بالتأكيد من أولئك الذين رتّبوا الكتب بحسب البلدان ولاحظوا أ ّن ثََمةَشيٌء ما لا يجري على ما يُرام. *كنا ْدل:َو ْجبة ينفرد بها المطبخ المجرّي النمساوّي.

ترجمة: معاوية عبد المجيد